lunedì 16 maggio 2016

San Cleto

Negli anni Cinquanta, la parrocchia di San Cleto, dedicata al terzo papa della chiesa cristiana Anacleto I, dà il nome alla omonima borgata, nata su lottizzazione abusiva (il lottizzatore di queste aree, fu l'avvocato Pace), tra il fosso di San Basilio e la via Nomentana.

Senza un piano regolatore, senza strade, senza fogne né scuole, la borgata fu costruita specialmente da emigranti edili umbri e marchigiani, immigrati a Roma di recente che, pur non avendo la prescritta licenza edilizia, costruirono le loro case approfittando del tacito assenso dell'amministrazione capitolina.
San Cleto ospita i ruderi della torre del Coazzo e un casale del sec. XIII costruito su resti di un'antica villa romana.

  • Villa Romana di San Cleto. Risale ad un'età tardo repubblicana-inizio età imperiale. Attualmente è allo stato di rudere in quanto parte di essa è stata distrutta per lasciare posto a nuove costruzioni.

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