lunedì 16 maggio 2016

San Basilio

San Basilio è il nome del trentesimo quartiere di Roma, indicato con Q.XXX.

Il toponimo indica anche la zona urbanistica 5e del V Municipio.

Si trova nell'area nord-est della città.

Il quartiere confina:


La zona urbanistica confina:

Storia

I primi nuclei del quartiere di San Basilio, considerata borgata semirurale, risalgono agli anni 1928-1930. La grande vallata abitata da pastori e contadini, accolse, dapprima, le abitazioni in carpilite, materiale formato da un impasto di trucioli di legno con calce praticamente capanne in muratura che, come anche in altre aree del suburbio, venivano dette case "delle 7 lire" e, in questo caso anche "casette Peter", dal nome dell'ingegnere progettista e, successivamente alla demolizione del villaggio, la nascita di nuove case popolari.
Durante il periodo fascista era abitato da operai e proletari comunisti. Fu teatro, alla pari di altre borgate, della lotta partigiana.

Il nucleo originario ebbe un nuovo sviluppo dopo la fine della seconda guerra mondiale con gli edifici di carattere intensivo della UNRRA, organizzazione umanitaria del famoso piano di aiuti Marshall.

Nel 1960 in occasione dei Giochi Olimpici svoltisi a Roma, a San Basilio furono realizzate nuove costruzioni: "torri" di sette piani, con riscaldamento e ascensore.

Oggi il nucleo del quartiere popolare è circondato da nuove aree di sviluppo urbano come la Torraccia che è comunque parte integrante del quartiere.

Ma già prima, altre borgate, agglomerati spontanei fuori da ogni pianificazione urbanistica sorsero su lottizzazioni abusive: la "borgatella" e la borgata di San Cleto, tra il fosso di San Basilio e la via Nomentana, appartengono a questa fase.
Negli anni '50, insieme alla parrocchia di San Cleto, su lottizzazione abusiva nasce la omonima borgata di San Cleto, .


La borgata fu costruita da emigranti provenienti per lo più dall'Umbria e dalle Marche che tutt'ora vi risiedono.
San Cleto ospita i ruderi della torre del Coazzo, un casale del XIII secolo costruito su resti di un'antica villa romana.


Casale di San Basilio
Il Casale di San Basilio è sito nel quartiere di San Basilio a Roma.

La strada bianca che inizia all'incrocio di via del Casale di San Basilio con via

A. Provolo porta al Casale di S. Basilio, un edificio "moderno" che incorpora una torre in scaglie di selce e laterizi, databile al XIII-XIV secolo, di cui rimangono anche alcuni resti, in tufelli regolari, del redimen.
Verosimilmente è lo stesso casale della piantina di
Eufrosino della Volpaia ove vi era una cisterna in calcestruzzo di selce con volta a botte inerente ad una villa tardo repubblicana scoperta nel 1930.

La villa, è composta da un atrio rettangolare con impluvium centrale, seguito da un piccolo giardino con portico su tre lati, sorretto da coppie di colonne in muratura. Sul portico si aprivano vari ambienti: una stanza con due alcove, un triclinio, un piccolo cubicolo e un tablino, quest'ultimo in posizione anomala rispetto alla distribuzione canonica dei vani.
Una piccola scala nell'angolo NE del peristilio permetteva il collegamento con un livello superiore.
A est e nord si trovavano altre stanze, probabilmente di servizio, accessibili solo dall'esterno, mentre nel settore occidentale furono individuati alcuni ambienti in opera reticolata, un piccolo bagno e un cortile scoperto.
Dalla analisi delle strutture murarie e dei mosaici pavimentali (policromi a disegni geometrici, ora al Museo Nazionale Romano), nonché dei pochi frammenti di intonaco affrescato recuperati, è possibile datare il complesso alla prima metà del I sec. a.C. senza grossi interventi successivi di ristrutturazione.

 

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