domenica 15 maggio 2016

Quarticciolo

Il Quarticciolo è un'area urbana del VII Municipio del comune di Roma. Fa parte della zona 7b Alessandrina, nel quartiere Q.XXIII Alessandrino.

Si trova all'angolo fra il viale Palmiro Togliatti (già via Lucera) e la via Prenestina. La prima la separa, a ovest, dalla zona di Centocelle, la seconda, a nord, dalla zona di Tor Sapienza.

Il toponimo Quarticciolo, deriva dalla distanza del quartiere da piazza di Porta Maggiore (raggiungibile tramite la via Prenestina), pari a quattro miglia.

Storia


La borgata nasce fra il 1935 e il 1940 come borgata ufficiale per "deportarvi" gli abitanti del centro storico colpiti dalla politica degli sventramenti che, in quegli anni, riguardano le zone dell'Augusteo, di Corso Rinascimento e del Borgo. Case costruite in grande economia ma dotate di servizi igienici collettivi, al contrario dei baraccamenti, quale quello dei Gordiani.

L'assegnazione dei primi 300 alloggi venne fatta a vantaggio di famiglie numerose con almeno sette figli (50 alloggi), mentre 100 furono assegnati a famiglie con quattro o cinque figli in condizioni di bisogno e con benemerenze militari e politiche. Gli altri alloggi furono assegnati a vedove di guerra, mutilati, squadristi, combattenti con almeno tre figli, famiglie in subaffitto con grave affollamento ad altre categorie. Solo nel luglio del 1943, a seguito dei bombardamenti aerei un gran numero di sfollati e senza tetto occupò le case del Quarticciolo ancora da ultimare.

Tra il 1943 ed il 1945, con il Quadraro, Centocelle, Torpignattara ed il quartiere Alessandrino, il Quarticciolo fu protagonista della Resistenza contro l'occupazione tedesca di Roma.

Questa era così intensa che i soldati della Wehrmacht spesso rinunciavano ad addentrarsi per le vie della zona a causa delle continue scorribande partigiane.

Oltre alla presenza di numerosi partigiani e combattenti della Resistenza, il Quarticciolo era la base operativa della famosa banda del Gobbo (Giuseppe Albano).

Il Quarticciolo, pur essendo stato anche teatro di lotte per la resistenza e per la casa, ha visto il suo nome legato, negli anni, ad episodi di malavita: la banda del Gobbo o i ragazzi di vita narrati da Pasolini e forse proprio per questo diffamato nella stampa conservatrice dell'epoca e nelle dichiarazioni di ministri come Tambroni quale covo di malfattori, prostitute, ecc.

Territorio

L'impostazione della borgata riprende il classico impianto ortogonale di romana memoria, formato da cardo (via Manfredonia) e decumano (via Ostuni), alla cui intersecazione corrisponde l'area della piazza giardino. Le due strade costituiscono il sistema di collegamento interno alla borgata, la cui vera porta d'ingresso è data da via Castellaneta, posta obliquamente all'asse di via Manfredonia per far scoprire l'edificio principale a torre eretto sulla piazza.

Fino agli anni '60 questa zona era fisicamente separata da Centocelle da una "marrana" che correva lungo via della Botanica e via Lucera, oggi viale P. Togliatti, che ha ricoperto il fosso allora esistente

Lungo l'acquedotto Alessandrino, sotto le sue arcate, negli anni '50-'60 sorgevano molte baracche in muratura o lamiera che solo negli anni '70 sono definitivamente scomparse.

Ha seguito le stesse linee di sviluppo del quartiere Centocelle, differenziandosene per l'inesistenza di lottizzazioni legali, per il più basso livello edilizio iniziale e per il più lento miglioramento che a tutt'oggi è attuato solo in parte: complessivamente il quartiere sta cambiando aspetto anche sotto il profilo dei servizi commerciali e del sistema viario, è stato da poco sistemato il parchetto Alessandrino e dovrà essere riqualificata Piazza del Quarticciolo.

 

Nessun commento:

Posta un commento