lunedì 16 maggio 2016

Podere Rosa

L'area che si chiama Podere Rosa, dal nome dell'omonimo Casale, costruito agli inizi del secolo scorso, sorge intorno agli anni Quaranta come un insieme di case sparse nel quartiere di Ponte Mammolo. È raggiungibile dalla via Nomentana, ma anche percorrendo a piedi il Parco di Aguzzano che gravita intorno ai quadranti di San Basilio e San Cleto.

Non lontano dal Casale Podere Rosa, su un versante del Parco di Aguzzano, c'è una villa romana di imponenti dimensioni, cui si accede dalla via Diego Fabbri.


Il Casale, immerso nel verde di una piccola collina, è oggi di proprietà del Comune di Roma ed è stato ristrutturato dopo diversi anni di abbandono secondo tecniche bio-compatibili.

Nel 1993, si costituì l'associazione Casale Podere Rosa, nelle vicinanze del Parco regionale urbano di Aguzzano.

Ambientalismo radicale, tutela dei diritti sociali e del lavoro, sensibilizzazione verso uno stile di vita meno consumistico sono i concetti fondamentali intorno a cui si è costituita l'Associazione.

Tra i numerosi progetti portati avanti dal Casale Podere Rosa, sono tra i più significativi, oltre alla valorizzazione del Parco di aguzzano, l'Università, che offre una serie di seminari e dibattiti di approfondimento di diverse tematiche ambientali, proiezione di documentari, eventi teatrali musicali; la "Festa cittadina per l'Ambiente", che si svolge in estate; il ripristino ambientale, il risparmio energetico e la riqualificazione del territorio; un progetto socio-riabilitativo che comprende la coltivazione di un orto biologico curato da giovani disabili, la realizzazione di un percorso sensoriale per le persone non vedenti e la creazione di un gruppo di falegnameria dedicato alla manutenzione del giardino: il Giardino delle Meraviglie, dove sono stati istituiti un impianto fotovoltaico, una stazione di compostaggio, sistemi per il riutilizzo dell'acqua piovana e collettori solari.

Non mancano due locali di ristorazione bio e il commercio di prodotti equo solidali

La villa romana presente nell’area del “Parco di Aguzzano” si trova, come abbiamo detto, alla fine di via Paternò di Sessa nelle vicinanze del casale.

Attualmente della villa è visibile solo un tratto murario ricoperto da sterpaglie.

Si tratta di una villa risalente al I sec. a. C. Nel complesso sono stati rinvenuti dei pavimenti a mosaico e dei nuclei abitativi utilizzati ad uso termale.

Un’altra villa romana di maggiori dimensioni si trova sul versante opposto del Parco di Aguzzano non lontano dal Casale Podere Rosa.

Si può accedere al complesso da via Diego Fabbri. Le strutture si trovano al di sopra di una collina che si pone nelle vicinanze della chiesa di S. Liborio - S. Maria della Purificazione.

Il complesso risale all’età tardo repubblicana con opere di rifacimento che proseguirono fino al V sec. d.C. Nella villa sono stati individuati settori residenziali, rustici, di servizio e termali.

Dalla via Nomentana possiamo prendere via Diego Fabbri che ci conduce in un sito, posto non lontano dal Casale Podere Rosa, in cui si colloca una villa romana ad uso rustico databile al periodo di età tardo repubblicana, ma con rifacimenti che si protrassero fino al IV-V secolo d.C.

Tra le ville menzionate quest’ultima presenta i resti più consistenti. Sono visibili dei tratti murari in opus reticulatum relativi ad ambienti termali ed alcune stanze con pavimentazione a mosaico.

Dall'ambiente termale si poteva accedere con una scala ai piani superiori. Le terme erano alimentate da una grande cisterna che si trova nel settore occidentale del complesso. In uno degli ambienti è presente un pavimento a mosaico con motivi geometrici a forma di reticolo ortogonale con tessere di colore bianco su fondo nero La villa fu rinvenuta durante gli scavi compiuti nel 1982.


  • Villa Romana di Via Pollenza. È sita presso l'istituto tecnico commerciale della via stessa. Scoperta nel 1983 fu in parte demolita per realizzare l'istituto tecnico stesso. I locali sopravvissuti alla distruzione sono del I secolo d.C. ed occupanti la zona occidentale della villa medesima. I locali sono in opera reticolata in tufo e pavimenti con mosaici bicromatici. Delle terme furono aggiunte nel II secolo di cui restano dei vani sempre in opera reticolata e mosaici geometrici, del sistema termale rimane anche il sistema di riscaldamento. A nord est vi sono dei locali in opus spicatum sono riconducibili verosimilmente alla zona rustica della villa di cui questi sono tra i pochi resti sopravvissuti essendo la zona quasi totalmente distrutta. Un pozzo di forma rettangolare in opera mista in laterizio e opus reticolatum è all'interno dell'istituto tecnico. Nei pressi vi sono un muro di contenimento in opera reticolata con degli ancoraggi ed un cunicolo con volta ogivale sito sotto il terreno incolto
  • Casale Scorticabove. È sita presso la via omonima e risale al XX secolo.

 

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