mercoledì 11 maggio 2016

Osa

Osa è una frazione di Roma Capitale, situata in zona Z. XI San Vittorino, nel territorio del Municipio Roma VI (ex Municipio Roma VIII).

Sorge all'intersezione di via Prenestina con via Polense, a sud della frazione di Castelverde, su un'area pianeggiante ai margini del cratere Castiglione (Vulcano Laziale), solcata da fossi (Fosso dell'Osa e Fosso di Volpignola) e tendenzialmente paludosa, un tempo dedicata a latifondo e pascolo.

 
Storia
Si tratta di una zona pianeggiante ai margini del Vulcano Laziale, solcata da fossi (Fosso dell'Osa, Fosso di Volpignola) e tendenzialmente paludosa, un tempo dedicata a latifondo e pascolo, ora in corso di disordinata urbanizzazione.

Qui, in località Osteria dell'Osa, lungo la via Prenestina, è stata scavata alla fine degli anni '70 e pubblicata nel 1992, una vasta necropoli italica.

Si tratta di un sito usato per più di tre secoli dal IX al VI secolo a.C. e costituito da circa 800 sepolture sia a inumazione che (in minor numero) a incinerazione. I suoi corredi e l'organizzazione delle tombe hanno fornito importati notizie sull'organizzazione delle popolazioni preromane del Lazio.

Reperti del sito, legato alla formazione della città di Gabii, sono esposti nella nuova sezione Protostoria del Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano.

Tra questi un'iscrizione in lingua greca ("EUOIN", interpretata come il grido delle baccanti), più antica del primo testo alfabetico finora noto in Grecia, e una in lingua latina ("SALUETOD TITA") datate all'VIII secolo a.C..
Necropoli di Osteria dell'Osa
La necropoli dell'età del ferro di Osteria dell'Osa è legata con la fiorente Gabii, antica città colonia di Alba Longa; essa è posta al 17º chilometro della Via Prenestina nel Comune di Monte Compatri.

Le datazioni dei ritrovamenti si situano nel periodo compreso tra il IX secolo a.C. ed il VI secolo a.C.; la necropoli ed è composta da circa 700 tombe e sepolture.

Nei ritrovamenti vi sono iscrizioni in lingua greca del 650 a.C., le più antiche in Italia in questa lingua (dopo la coppa di Nestore), ed iscrizioni in lingua latina del 750 a.C., che sono le più antiche del mondo in questa lingua.

Presso la sezione della protostoria dei popoli latini del Museo Nazionale Romano sono raccolti i materiali scavati negli ultimi decenni.


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