mercoledì 11 maggio 2016

Giardinetti

Giardinetti è una frazione di Roma Capitale, situata in zona Z.XVI Torrenova, nel territorio del Municipio Roma VIII.
Sorge sul lato sud della via Casilina, a ridosso del Grande Raccordo Anulare.
È racchiusa fra le zone di Torre Angela a nord, Tor Vergata, La Romanina a sud e Torre Maura a ovest.

Storia

Il nome della località deriva dai raffinati giardini del XVI secolo, facenti parte della proprietà del Castello di Torrenova ma da questi separati, che qui sorgevano.

I primi elementi storici sicuri dei quali disponiamo risalgono al III secolo a.C. quando la zona era inclusa nell’ager Pupinius, da cui prese il nome la tribù Pupinia.

In questo periodo la storia di Giardinetti è strettamente , anche se indirettamente collegata a quella delle guerre puniche; infatti sia Attilio Regolo che Fabio Massimo ebbero possedimenti nell’ager pupinius e in questa zona pose il campo Annibale quando, proveniente da Gabi, si preparava alla sua solitaria ricognizione sotto le mura di Roma.

Inoltre Fabio Massimo poté riscattare dai Cartaginesi alcuni prigionieri romani solo vendendo le sue proprietà nell’ager pupinius, poiché il senato gli rifiutò i fondi richiesti in quanto i soldati che non si erano battuti fino alla morte non meritavano il riscatto e non ne valevano il prezzo.

Sono tre i  personaggi di tutto rispetto che tengono a battesimo Giardinetti. I personaggi sono due generali romani che impersonificavano ciascuno una delle qualità fondamentali di ogni buon generale: il coraggio in Attilio Regolo e la prudenza in  Fabio Massimo, e Annibale, che alle due prime qualità univa anche un’astuzia tutta fenicia.

Al II sec. a. C. risale   il primo manufatto ancora esistente in zona: un  ponte  in opera quadrata di tufo lungo un tratto abbandonato della vecchia via Casilina antichissima via Labicana. Il ponte conserva ancora parte dell’argine che fa da spalla alla via.

Da questa zona proviene un bel sarcofago, conservato a Villa Borghese, presso Porta Flaminia, la cui epigrafe, inscritta in una tabella sostenuta da due personaggi alati, ci fa conoscere il nome del proprietario: M.Aurelio Prosenas, un funzionario imperiale dell’inizio del III sec. d.C.

Il complesso di maggior rilievo storico e architettonico  della zona è il Castello di Torrenova le cui origini risalgono al III sec. d.C.

Al posto del castello  sorgeva allora una villa romana vasta e lussuosa metà palazzo e fattoria, appartenente con una tenuta circostante a Fabio Cilone, console e prefetto di Roma, amico intimo di Settimio Severo e istitutore dei suoi figli che dette il nome a Grotte Celoni (Cryptae Cilonis) il cui territorio era incluso nella tenuta.

Fabio Cilone era colto, ricco e ottimo generale africano; in politica non si faceva condizionare da politica e morale, se sceglieva un amico  o un collaboratore lo sceglieva efficiente.

Il nome attuale venne assunto probabilmente in occasione degli ampliamenti ordinati da Clemente VIII (1592-1605) ed effettuati fra il 1600 e il 1605.

I possedimenti passarono, nel corso dei secoli, dalla famiglia Palosci, agli Aldobrandini, fino ad arrivare al XVI secolo alla famiglia  Borghese che li tenne fino ai primi del ‘900.

Il complesso architettonico è composta da un palazzo con merlature, una torre e una chiesa risalente al 1500. Purtroppo attualmente non è possibile visitare il castello perché privato. All’interno dell’area della tenuta nel 1834 è stato scoperto un importante mosaico di epoca tardo imperiale con raffigurazione di gladiatori in lotta con bestie feroci, che ancora oggi decora il pavimento di un salone  del Museo Borghese, ospitato nell’omonima villa.

Dall’epoca di Fabio Cilone in poi, fino quasi ai nostri giorni, la storia di Giardinetti è caratterizzata dall’appartenenza mai interrotta alla tenuta che faceva capo alla villa, poi torre, poi castello di Torrenova e pertanto la storia di Torrenova è anche la storia di Giardinetti. 


 

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