giovedì 12 maggio 2016

Centocelle


Vai Centocelle è il nome della zona urbanistica 7a del VII Municipio del comune di Roma. Si estende sul quartiere Q.XIX Prenestino-Centocelle.

La zona confina:


Storia

Il nome Centocelle è conosciuto da diversi secoli in quanto deriva da Centum Cellae, una cittadella militare fatta costruire dall'imperatore Costantino I, dove trovavano alloggio cento dei migliori cavalieri della guardia imperiale, gli Equites singulares, e i loro cavalli.
Fu possibile ricostruire tutto ciò grazie ai numerosi ritrovamenti (resti e rovine) risalenti al quel periodo. Infatti a partire dalla seconda metà dell'ottocento, anno in cui ci furono le prime scoperte archeologiche, vennero alla luce vari resti di ville imperiali e maestose terme (Tor de Schiavi) oltre alle sopracitate celle.

Rappresentò per lo più un sito del Campo Marzio suburbano della Roma Imperiale.
Il "Campus Martius" nella pianura del Tevere, che è quello storicamente più noto, non fu la sola cittadella d'armi di Roma.
Con la crescita dell'Impero e della cavalleria romana, la costituzione dell'esercito permanente in Roma con l'aumento dei Pretoriani, il "Campo Marzio" antico non fu più sufficiente per ospitare tutto l'esercito. Di conseguenza andavano a formarsi altri agglomerati militari intorno Roma, e Centum Cellae era uno dei più grandi.
Dopo la caduta della Roma Imperiale, passando per il periodo medievale durante il quale l'arcibasilica lateranense prese proprietà della "tenuta di Centocelle" , non si hanno più chiare notizie su ciò che accadde nel territorio.

Alcuni scritti di fine '800 descrivono Centocelle come una vasta tenuta che si estendeva al partire dal 4°km , da Porta Maggiore, dell'antica via Labicana (attuale via Casilina).
Dunque in questo periodo essa doveva apparire come un'ampia zona di campagna contraddistinta da poche case, pochi abitanti, con pochi alberi e aperta fino ai Colli Albani, disseminata di ruderi e acquedotti romani.

Alcuni vogliono che questo quartiere prenda il nome di Tor San Giovanni.
Questo perchè L'Arcibasilica Lateranense, dopo averne presa proprietà, la registrò nel suo catasto con quel nome, che è anche il nome di un'antica torre nelle vicinanze, oggi conosciuta anche con il nome di Torraccia.
 
Durante i primi anni del '900 la Torraccia, divenuta tristemente famosa per un fatto di cronaca, era meta delle numerose gite fuori porta della borghesia romana.

In seguito quest'ultimi, per lo più imprenditori, presero possesso di gran parte della zona da proprietà ecclesiastiche.

Andava così formandosi, durante gli anni '20, un borgo di natura rurale. Nel 1921 vi risiedevano 29 famiglie a cui furono assegnati altrettanti lotti di terra da un ettaro e mezzo ciascuno.
E rimase così fino agli anni '40, durante i quali Centocelle appariva come una vera e propria piccola città giardino. Le vie cominciavano a prendere forma attuale con disposizione ortogonale, anche se in terra battuta e senza impianti fognari per il deflusso delle acque piovane. Nascevano in quel periodo i vari nomi floreali: via dei Platani, via delle Robinie, piazza dei Mirti, etcc.... .

Le strade apparivano effettivamente come vie floreali grazie ai vari giardini delle case private che le costeggiavano.
Sempre in quegli anni il quartiere non era ancora ben collegato con il centro di Roma distante 7 km.
Fu così che, anche grazie alla nascita (fine anni '30) e lo sviluppo dell'aereoporto militare di Centocelle, andò creandosi lungo la via Casilina la Tramvia "Tor pignattara-Torre Nuova- Palestrina-Fiuggi-Frosinone" con una stazione all'altezza di Centocelle, detta delle "Vicinali", e una diramazione a P.zza dei Mirti.
Sempre negl'anni '40 fu eretta la grande chiesa parrocchiale dedicata a San Felice da Cantalice che ancor oggi costituisce un elemento centralizzante della vita collettiva.

Il Quartiere nei decenni successivi subisce una forte espansione.
A partire dal secondo dopoguerra, è andato sviluppandosi annullando le primitive lottizzazioni con modifiche radicali alla morfologia architettonica delle case.
I primitivi villini, spesso ad un solo piano, conservando il loro giardino, subirono trasformazioni dovute a restauri o per necessità abitative, dando loro un aspetto variegato.
Accanto iniziarono a sorgere, durante i successivi anni '60-'70, i grandi palazzi ad abitazione intensiva lungo le vie principali e non solo.
Si consideri che nel 1971 la somma degli abitanti delle così dette borgate storiche, tra cui Centocelle, superò il milione di unità. Centocelle veniva così ad assumere l'aspetto che tutti noi oggi possiamo osservare.
Nel contempo andavano sorgendo altre strutture di natura culturale religiosa quali chiese, oratori e scuole.
  
Nonostante il notevole sviluppo il Quartiere è riuscito a conservare, pur se rarefatte, le antiche consuetudini e abitudini del vivere romano: il forno dei dolci, le vecchie osterie, l'oratorio con le sue attività ricreative e religiose.

Centocelle ebbe un grande sviluppo con la nascita e lo sviluppo dell'adiacente ed omonimo aeroporto, il primo aeroporto italiano, entrato ufficialmente in funzione il 15 aprile 1909 quando Wilbur Wright venne a dare una serie di dimostrazioni del Flyer.

Parte dei villini che in esso ancora si ergono erano le abitazioni del personale militare, ufficiali e sottufficiali dell'aeroporto. Proprio per la presenza di questo obiettivo militare la zona fu fatta oggetto di numerose incursioni aeree alleate nel corso della Seconda guerra mondiale.
La successiva urbanizzazione della città ridusse l'operatività dell'aeroporto ad eliporto.
  
Durante gli anni quaranta Centocelle aveva il suo punto centrale in piazza dei Mirti e la via principale in via dei Castani, costeggiate da piccole case basse a uno-due piani.
Nella piazza sorgeva un'osteria con un pergolato, dove risiedeva il comando partigiano di zona nel periodo in cui, nei primi mesi del 1944, Centocelle divenne "zona liberata", mentre tutto intorno si estendeva il tracciato dei binari delle ferrovie vicinali.
Al di là di questi due luoghi, c'erano strade in terra battuta, che si addentravano nella campagna circostante verso la marrana allora presente che scorreva in una valletta. Questi sentieri avevano tutto intorno casupole, disposte disordinatamente su un terreno leggermente ondulato.
Con caratteristiche più vivibili rispetto al vicino Quarticciolo, Centocelle accoglieva operai dell'industria romana, artigiani, piccoli commercianti, contadini e tranvieri, che ne abitavano le case migliori.
Finita la guerra a partire dagli anni cinquanta fino agli anni settanta si ebbe un periodo di costruzione selvaggia che snaturò la natura dei luoghi come gran parte della allora periferia di Roma.
A differenza di altri baraccamenti di fortuna sorti in quegli anni, queste prime costruzioni costituiscono vere e proprie lottizzazioni: case poverissime nella impostazione e realizzazione ad opera degli stessi proprietari immigrati e in larga parte occupati nel settore edilizio.
Questo primo sviluppo avrà una successiva abnorme espansione nel secondo dopoguerra con la costruzione di palazzine realizzate da costruttori per la vendita o in affitto.
Tuttavia fu messo in atto un vero e proprio piano regolatore ben visibile dalla perimetralità delle strade del quartiere.
Nel progetto dell'Amministrazione comunale denominato "100 piazze" è prevista la riqualificazione di Piazza dei Mirti e Piazza Teofrasto, con un intervento di arredo urbano che coinvolge innanzitutto il Servizio Giardini.
Dall'anno 2006 al 2015 il quartiere è stato interessato dalla costruzione della Linea C (metropolitana di Roma) che si prefigge il compito di collegare con il centro della città la periferia est (direttrice Casilina).
Il quartiere è servito da 3 fermate: Gardenie, Mirti e Parco di Centocelle. Dal mese di giugno 2015, in occasione del prolungamento del servizio in precedenza con capolinea alla stazione Parco di Centocelle, ora alla stazione Lodi, le 3 fermate sono tutte in esercizio.
 

Il Parco Archeologico di Centocelle

 Il parco sorge su un'area vincolata, contiene al proprio interno ville romane interrate e reperti archeologici, tra cui resti che risalgono fino al VI secolo a.C.

Tra gli insediamenti antichi, si notano la villa della Piscina, la villa ad duas lauros, un deposito repubblicano, un deposito culturale e la villa delle Terme.

Il parco è un importante polmone verde per la zona est della città: è stato aperto per due anni (dal 9 settembre 2006 al 14 settembre 2008) e successivamente chiuso al pubblico per motivi di sicurezza per essere infine riaperto nel gennaio 2010.

Attualmente dei 120 ettari sono completati i lavori su 33 ettari, sui quali è stata effettuata la piantumazione di 500 alberi e 1500 cespugli.

 

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