domenica 1 maggio 2016

Appio Claudio


Vai a: NavAppio Claudio è il nome del venticinquesimo quartiere di Roma, indicato con Q.XXV.

Prende il nome dal politico e letterato romano Appio Claudio Cieco, a cui si deve la costruzione della via Appia e di opere idriche.

Il toponimo indica anche la zona urbanistica 10b del X Municipio.

Si trova nel quadrante sud-est della città.

 
A nord-est l'Appio Claudio confina direttamente con il quartiere Don Bosco (dal quale è diviso da via Tuscolana). Ad est, via delle Capannelle separa il quartiere dalla zona di Capannelle nel tratto tra la Tuscolana e l'Appia nuova.

Ad ovest, la via Appia Nuova forma il confine con la zona di Torricola e con l'Appio Pignatelli fino a via del Quadraro che delimita, sempre ad ovest, l'Appio Claudio dal quartiere Tuscolano (tratto compreso tra l'Appia Nuova e la Tuscolana).

Storia

I film del neorealismo degli anni del dopoguerra ci mostrano i paesaggi di una zona non edificata in prossimità degli stabilimenti di Cinecittà. Spesso, sullo sfondo delle scene si riconosce la cupola della vicina chiesa di San Giovanni Bosco (Don Bosco), allora ancora solitaria in mezzo alla campagna.

Ad esempio, Pier Paolo Pasolini, nel suo film "Mamma Roma" girato dove adesso sorge la parrocchia di San Policarpo, ha scelto molte scene per la realizzazione del suo film. Infatti, il quartiere fu costruito in massima parte negli anni cinquanta anche grazie all'intervento dell'Ina-Casa. La nascita del quartiere fu seguita da una lenta crescita delle infrastrutture.

La zona era, fin dall'inizio, afflitta da problemi di piccola criminalità e da conflitti tra gli abitanti del quartiere e quelli degli insediamenti, detti all'epoca degli anni 60/70 "baraccati", gente nomade o proveniente da regioni come Abruzzo, Molise e Calabria. Questi dormivano sotto l'acquedotto Felice, dove avevano costruito delle casette, chiamate appunto baracche. Proprio in queste improvvisate costruzioni che sorgevano alle spalle della parrocchia di San Policarpo, un prete di nome Don Sardella realizzò la prima scuola per queste persone.

Lo smantellamento di questa comunità iniziò negli anni settanta con l'occupazione della parrocchia di San Policarpo e l'assegnazione di appartamenti grazie all'interessamento del parroco di allora Mons. Sisto Gualtieri; una parte degli sfollati si recò a vivere in appartamenti in Ostia Lido, altri in appartamenti vicini alla parrocchia stessa.

Oggi, l'area ristrutturata totalmente è chiamata Parco degli Acquedotti, in quanto presenti ben due acquedotti, uno di epoca romana IV sec. Acquedotto Claudio, l'altro fatto restaurare da Papa Sisto V Felice Peretti nel XVI sec. e per questo denominato acquedotto Felice.

Nel 1980 una consistente spinta allo sviluppo urbano fu data dall'apertura della Linea A della metropolitana di Roma, di importanza vitale per il quartiere.

Il completamento dei lavori avvenne in vent'anni, tra interruzioni, blocchi della viabilità a ridosso delle stazioni e polemiche. Sempre agli anni ottanta risalgono gli interventi di valorizzazione del parco, con la demolizione delle ultime baracche.

Nel 2007 gli ultimi orti abusivi presenti all'interno del parco furono smantellati ridonando la bellezza ed il libero uso a tutti i cittadini di un parco dotato di notevoli ricchezze archeologiche.

Dall'inizio del nostro secolo, la popolazione del quartiere accusa disagi a causa di un sensibile aumento del traffico sia urbano che aereo. L'incremento dei voli verso il vicino aeroporto di Ciampino è dovuto alla politica dei voli a basso prezzo.

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