martedì 29 marzo 2016

Castelluccia

Castelluccia è il nome della zona urbanistica 19g del XIX Municipio di Roma Capitale.

Si estende sulle zone Z.XLVIII Casalotti e Z.LI La Storta.

È situata a nord-ovest della capitale, esternamente e a ridosso del Grande Raccordo Anulare.

 
Castello della Castelluccia

Storia

Il castello sorse sulle rovine di un'antica villa romana tra il XII ed il XIII secolo, costruito dalla nobile famiglia Cancellieri, che discendeva dalla famiglia Orsini.
A metà del XIII secolo , il castello passò alla famiglia Muti.
Verso la fine del XIV secolo venne ceduto alla famiglia Cenci.
Nel 1420 il castello passò ai del Bufalo e alla famiglia Cancellieri.
All'inizio del XVI secolo La Castelluccia di nuovo tornò ad essere proprietà degli Orsini ma solo per circa 20 anni, trascorsi i quali tornò agli originari proprietari, la famiglia Cancellieri, fino al 1590, quando la famiglia Muti ne prese nuovamente il possesso.
Verso la fine del XVI secolo il Castello apparteneva alla nobile famiglia Azzolino che, dopo aver dato inizio al progetto di farne una casa per inquilini, coniò la frase 'borgus novus'.
Nel 1660 il castello crebbe e di conseguenza venne diviso tra due nobili famiglie: quella di Angelo Celsi e quella di Antonina Celsi.
Verso la fine del XVII secolo il castello nella sua interezza fu acquistato dalla famiglia romana dei Giustiniani.
All'inizio del XVIII secolo il castello divenne proprietà del conte Mantemarte, il quale, per pagare i suoi debiti di scommesse, cercò di venderlo, senza successo, alla contessa Rospigliosi.
Nel 1704 le autorità confiscarono e cedettero il castello al principe Livio Odescalchi a risarcimento di un debito non pagato.
Nella seconda metà del XVIII secolo il principe Odescalchi cedette il castello alla famiglia Azzolini.
Nel 1852 La Castelluccia fu acquistata dal principe Boncompagni, uno dei più famosi nobiluomini nella storia romana recente.
Nel XIX secolo il castello infine divenne casa del leggendario tenore Francesco Marconi.
Nel 1930 il complesso fu di proprietà del conte Ettore Manzolini già proprietario della Tenuta di Campoleone e della Costruzioni Meccaniche Società Romana.

Durante la Seconda Guerra Mondiale alcuni edifici de Il Centro sono riconvertiti quindi alla produzione di bombe SRCM ed elicotteri.
Dagli anni Settanta la Tenuta La Castelluccia appartiene alla famiglia Di Muzio.
Territorio

La Tenuta La Castelluccia è localizzata a circa 12 km dal centro di Roma.

Essa si presenta come un'oasi di pace e tranquillità immersa nel verde della campagna romana, dove l'occhio può spaziare fino a incrociare le distese di grano e il bestiame al pascolo.

Lontanissimi vi sembreranno i rumori e lo stress della città, seppure in realtà distante solo 1,5 km di strada privata. All'interno della Tenuta troverete alcuni servizi quali Il Negozio dove è possibile trovare i generi alimentari di prima necessità, un asilo nido e il nuovissimo campo pratica di Golf.

Se avrete bisogno di ulteriori servizi, comunque, a soli 1,5 km si trova la Via Cassia con la sua moltitudine di esercizi commerciali, supermercati ecc.
La Tenuta La Castelluccia infatti è inserita in un contesto già urbanizzato, confinando con i quartieri di La Storta, della Giustiniana e di Ottavia, risultando collocata tra le due vie consolari Cassia e Trionfale.

Il Grande Raccordo Anulare (GRA) è facilmente raggiungibile attraverso l'uscita Trionfale-Ipogeo degli Ottavi che dista 1,9 km e l' uscita Cassia posta a 3 km.

La ferrovia metropolitana è presente con ben tre stazioni della linea FM3 Roma-Viterbo ubicate all'interno di un raggio di 2,5km: La Giustiniana, Ipogeo degli Ottavi e La Storta (in ordine di vicinanza).

Pertanto si può godere del privilegio di vivere in campagna con tutti i confort della città a soli 2 minuti di macchina.

La Castelluccia è un'area caratterizzata dal paesaggio tipico della campagna romana, con rilievi collinari emergenti dalle pianure circostanti, intervallati da valli, canali e boschi.

Dal punto di vista geologico i suoli sono di origine vulcanica (piroclastiti, argilliti e marne).

La Tenuta fin dalle sue origini ha visto la compresenza di coltivazioni di tipo estensivo e di aree orticole e giardinali a carattere puntuale e paesaggistico.

Gli ordinamenti colturali seminativi prevalenti sono sempre stati ad indirizzo cerealicolo-foraggiero; a questo hanno contribuito la presenza degli importanti allevamenti (prima bovino oggi ovino) che hanno senz'altro orientato le scelte delle colture da fare.
La Tenuta La Castelluccia oggi si pone quale roccaforte nella tutela del paesaggio agrario, scegliendo tecniche di agricoltura conservativa, nel rispetto della sua identità e tradizione.

Vengono quindi privilegiate colture cerealicole, in quella Roma che era il granaio d'Italia.

Al tempo stesso, nel rispetto degli orientamenti delle politiche agricole comunitarie, viene comunque garantita una piccola parte di diversificazione seminativa.

A tutto ciò si accompagnano scelte di tipo paesaggistico, nel rispetto della storia della Tenuta, per il mantenimento di aree a focus ecologico, preservando macchie ripariali, boschi, giardini, orti ed uliveti, dalle cui piante ed olive viene spremuto un magnifico olio extra-vergine romano.

Ed è su questi prati incontaminati ma ricchi di storia, che le pecore pascolano garantendo un latte di prima qualità da cui nascono i saporiti formaggi.

Con oltre 3.000.000 di mq di superficie coltivata la Tenuta La Castelluccia risulta essere oggi una delle aree verdi private più estese all'interno del perimetro abitato di Roma Capitale.

Il suo contributo per l'ambiente si esplica in termini di mancato aumento delle superfici impermeabili, di protezione dei corsi d'acqua, nella salvaguardia e promozione delle biodiversità e del paesaggio rurale, attraverso mirate scelte di tipo paesaggistico.

A questo si accompagnano i contributi circa la sicurezza nell'approvvigionamento alimentare e l'occupazione insediativa decentralizzata.
Inoltre, a partire dal 30 Luglio 2011, sui terreni più interni della Tenuta, ed opportunamente celato dietro ad un'ampia fascia vegetazionale schermante, è entrato in esercizio il secondo impianto fotovoltaico più grande di Roma per potenza installata.

 

 

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